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Le origini della Festa
SAN PAOLINO DI NOLA VESCOVO
Discendeva da ricca famiglia patrizia romana (nacque nel 355 a Bordeaux, dove il padre era funzionario imperiale) e favorito nella carriera politica da amicizie altolocate, divenne «consul suffectus», cioè sostituto, e governatore della Campania. Incontrò il vescovo Ambrogio di Milano e il giovane Agostino di Ippona, dai quali fu avviato alla fede cristiana. Ricevuto il battesimo verso i venticinque anni, durante un viaggio in Spagna conobbe e sposò Therasia. Dopo la morte prematura dell'unico figlioletto, Celso, entrambi si dedicarono interamente all'ascesi cristiana, sul modello di vita monacale orientale. Così, di comune accordo distribuirono le ingenti ricchezze ai poveri, e si ritirarono nella Catalogna, deve venne ordinato prete. A Nola, poi, diede inizio alla costruzione di un santuario, ma si preoccupò anzitutto di erigere un ospizio per i poveri, adattandone il primo piano a monastero, dove si ritirò con Therasia e alcuni amici. Nel 409 fu eletto vescovo di Nola. Morì a 76 anni, nel 431.
Le origini della Festa dei Gigli affondano nel V secolo quando gli Arabi, nelle loro devastazioni nel meridione d’Italia, saccheggiarono la città facendo prigionieri centinaia di abitanti tra i quali il giovane figlio di una vedova. Questa si rivolse a Paolino, Vescovo di Nola, per avere il denaro con cui riscattare il ragazzino; questi tuttavia, non avendo nulla da darle, si offrì per uno scambio con il giovane, risparmiandolo in tal modo dalla deportazione. Condotto in Africa, Paolino venne incaricato di provvedere ai meravigliosi gigli del giardino del Re, di cui divenne col tempo confidente ed amico. Come ricompensa, il Vescovo venne liberato con tutti i suoi concittadini, insieme ai quali tornò a Nolasu navi cariche di frumento tra il tripudio della folla. A ricordo di questo evento, Nola organizza ogni anno una grandiosa e articolata rievocazione storica i cui preparativi durano tutto l’anno e cominciano addirittura alla mezzanotte della festa dell’anno precedente, quando vengono assegnati a nove nuovi Maestri di Festa -privati cittadini, associazioni, famiglie o gruppi di amici- gli otto Gigli e la Barca del Turco. Questi Maestri si faranno carico per tutto l’anno degli oneri organizzativi ed economici necessari all’allestimento del loro Giglio. Dopo l’assegnazione, il primo significativo momento è tra settembre e dicembre quando passa di mano la Bandiera, il vessillo del Giglio: il vecchio Maestro di Festa consegna nelle mani del nuovo il simbolo che ha gelosamente custodito per un anno tra i festeggiamenti di chi rivestirà questo ambito incarico fino al gran giorno. Tra marzo e giugno si tiene invece la Questua: ogni Giglio organizza un corteo che, passando per la tomba di S. Paolino nel Duomo, la Statua del Santo a via Ottaviano Augusto e iltempietto di S. Felice, termina nella piazza centrale di Nola. Nei banchetti organizzati a seguire, gli invitati offrono un contributo economico per l’allestimento dei Gigli e per l’allestimento della Festa. Agli inizi di giugno le botteghe artigianali iniziano la costruzione: si comincia con l’ alzata della borda, il palo principale intorno al quale si sviluppa l’intero scheletro dell’opera; poi, la domenica prima della festa, gli otto gigli spogliati vengono trasportati alle abitazioni dei rispettivi Maestri di Festa: è un’occasione per far allenare le paranze, i gruppi di devoti che il giorno della celebrazione porteranno e faranno “danzare” i Gigli. Qui, tra il lunedì ed il martedì inizia la vestizione: gli obelischi vengono abbelliti da rivestimenti in cartapesta, veri e propri capolavori di artigianato, con temi principalmente a sfondo religioso. La sera del 22 giugno, giorno dedicato a San Paolino, si svolge la solenne processione religiosa: tutti gli abitanti si accodano al busto del Santo in piazza Duomo e sfilano per le vie del centro lungo lo stesso itinerario in cui avrà luogo, il giorno prima della Festa, la sfilata dei comitati: ogni Giglio, rappresentato da centinaia di persone che indossano lastessa “divisa”, rende omaggio agli obelischi fermi nelle loro postazioni prima di dare inizio ad una notte di canti, danze e festeggiamenti. Il giorno fatidico, dopo la Messa del mattino, i Gigli verranno trasportati dalle loro paranze in Piazza Duomo dove entreranno uno alla volta e si esibiranno in una speciale ballata per poi sistemarsi ai lati, mentre la Barca si posizionerà al centro. Verso le 13:00 il Vescovo, uscito dal Duomo seguito dal busto di San Paolino, benedirà solennemente i Gigli tra gli applausi e le urla dei presenti. Nel pomeriggio, intorno alle 16:00 inizierà la processione della Barca e dei Gigli tra le antiche e strettissime strade di Nola. È un percorso molto difficile e tortuoso e le paranze faranno sfoggio della loro bravura nell’affrontare curve a gomito e vicoletti in una festa sfrenata che durerà fino all’alba coinvolgendo le migliaia di persone presenti: al posto vostro ci sarei anch’io !
Etimologia: Paolino = piccolo di statura, dal latino
Emblema: Bastone pastorale
Nola Città antichissima, fondata presumibilmente nell' 800 a.c.
(50 anni, circa prima di Roma) dagli Osci, nelle piane rigogliose della Campania, quelle del Volturno, il Clanio, suo affluente ne solcava il territorio, rendendolo ricco di messi, fu proprio per questo e per lungo tempo, definita "terra di fortuna" e di ospitalità, proprio per la dolcezza del suo clima e per la fecondità dei suoi campi.
Nel giardino della dolce Campania Felix, alle spalle del Vesuvio, in una distesa di verde circondata da frequenti colli che la cingono ad anfiteatro siede Nola, città illustre ed orgogliosa del suo passato storico-culturale, "legata" ombelicamente ed intensamente, nei secoli, al nome di San Paolino.