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Costruzione del Giglio
I Gigli sono realizzati in forma di struttura piramidale alta circa 25 metri e composta da 7 elementi: i due inferiori (la base e il primo pezzo) hanno sezione orizzontale quadrata e altezza di circa 3.00 e 3.90 metri rispettivamente; i restanti 5 (dal secondo pezzo al sesto pezzo, procedendo verso l'alto) hanno sezione orizzontale a forma di pentagono irregolare e altezze decrescenti da 3.70 a 3.00 metri circa. Al centro della struttura, come elemento principale, un lungo albero detto borda con funzione di "spina dorsale" dell'intero Giglio; la parte terminale della borda, che sporge per circa un metro al di sopra del sesto pezzo, è detta cima o punta.
I quattro pilastri agli spigoli della base, detti cantoni, nelle loro parti inferiori sono rivestiti in ferro battuto: tali estremità costituiscono il punto in cui la struttura poggia al suolo e sono pertanto dette piedi del Giglio. Sulla parte alta della faccia anteriore della base sono fissati due piani orizzontali (tavole) destinati ad ospitare i cantanti e la gran parte dei musicisti (musicanti o fanfara) che accompagnano il Giglio durante la sua processione.
La Barca è costruita, per i suoi due elementi inferiori (base e primo pezzo), allo stesso modo di un Giglio; al di sopra del primo pezzo viene quindi realizzato un vero e proprio scafo di 6..8 metri destinato ad ospitare, durante la processione, una statua del Santo e una persona camuffata da africano (comunemente chiamata Il Turco) che simboleggia il barbaro invasore e ha il compito di provocare e divertire la folla di spettatori.
Tanto i Gigli quanto la Barca sono rivestiti con delle curate ed elaborate decorazioni in gesso e cartapesta. Il rivestimento, realizzato con statue, fiori, quadri o motivi astratti, rappresenta il tema scelto di anno in anno da ciascuno dei nove organizzatori: non esiste alcun vincolo sull'argomento da trattare o sul modo di esprimerlo anche se, in genere, è sempre presente un riferimento di carattere religioso a S. Paolino.
Proprio grazie alla Festa dei Gigli, l'arte "povera" della cartapesta ha trovato a Nola una delle sue massime espressioni artigianali.
Durante il corteo, i Gigli e la Barca -con il loro carico di persone e strumenti musicali- sono portati a spalla dalle paranze di cullatori e fatti "danzare" al ritmo della musica suonata dalla fanfara. A tale scopo la base viene "attrezzata" con apposite sbarre di supporto orizzontali che i cullatori useranno per sollevare l'intera struttura sulle proprie spalle.
I Supporti
Per il sollevamento sono di due tipi diversi: otto di essi, le cosiddette varre (ovvero barre) sono fissati alla base e la traversano per intero dalla parte anteriore a quella posteriore; hanno una sezione circolare del diametro di una decina di centimetri e sporgono dalla base per una lunghezza di circa 2 metri per parte, in modo da ospitare i cullatori anteriori e posteriori. I cullatori laterali usano dei supporti più corti e di diametro inferiore detti varrielli (piccole barre): questi a, differenza della varre, non sono fissi alla base e non la traversano da parte a parte: sono piuttosto applicati, da ambo i lati, a guisa di leva al di sotto delle traverse orizzontali mediane delle due facce laterali della base e al di sopra delle due varre esterne (dette varre e' cantone, ovvero barre del cantone, dal momento che sono le più vicine ai cantoni della base). La mobilità dei varrielli è di notevole importanza, dal momento che consente di ridurne il numero e la lunghezza per agevolare l'avanzata del Giglio nei diversi punti del percorso e, in particolare, adattarsi alla larghezza della strada.
La paranza dei cullatori
La paranza è il vero e proprio motore del Giglio, e riveste un ruolo fondamentale nello svolgimento della Festa. È composta da oltre cento persone e può arrivare fino a un massimo teorico di 160 cullatori. In realtà il numero di cullatori normalmente impiegato è minore: la paranza completa in configurazione tipica è composta da circa 128 persone, divise in due gruppi in base all'altezza; i cullatori di statura inferiore sono destinati alle varre, mentre i più alti ai varrielli (che, poggiando sulle varre, sono a maggiore distanza dal suolo).
La paranza risponde agli ordini del Capo Paranza che, armato di fischietto, precede a piedi il Giglio, camminando "all'indietro" per osservarlo mentre avanza lungo il suo percorso. Il Capo Paranza, che spesso è lo stesso Maestro di Festa, ovvero l'organizzatore principale, sceglie con cura le evoluzioni del Giglio, i punti in cui manovrare e quelli in cui sostare e fornisce indicazioni alla fanfara sul tipo di musica da eseguire per la particolare andatura scelta. È aiutato da quattro collaboratori, i Caporali, disposti ai quattro angoli della base con il compito di controllare i gruppi di cullatori, verificarne le condizioni fisiche, provvedere a eventuali sostituzioni per meglio bilanciare il carico e trasmettere gli ordini.




